M. Elena to me: “serial nerdword?”

“Nerd”, per me, è chi ha un solo interesse. Non pensa a null’altro se non a quello, che può essere il pc così come la sci-fi. E che pertanto non ha spazio fisico/mentale per instaurare interazioni sociali se non quelle funzionali all’acquisizione di capitale culturale nello specifico dominio di interesse.
Ecco, io sono una nerd dei social network. Per cui sono una social nerdwork. M. Elena aveva suggerito serial nerdword, come definizione, che effettivamente s’addice ancor meglio alla mia disfunzione sociale.
Una volta infatti ero una nerd dei tv serial. Invece adesso mi ritrovo qui, alle 20.33 di un lunedì sera, con la tv che trasmette una serie di serie in sequenza continua (le legge da una pendrive piena di episodi in prima visione) e invece di starmene sdraiata sul divano posto su FF, rispondo su FB, scrollo su twitter, e intanto non capisco molto bene cosa stiano combinando le ZBZ nel 3×02 di Greek.
Non so se M. Elena s’è fatta tutto ‘sto film mentale quando ha accennato ad una serial nerworkitudine, ma c’ha preso. Forse era solo un gioco di parole, ma a volte i significati delle parole emergono a giochi fatti. E il gioco nei SN è fare a chi scrive la cosa che si fa più commentare, e di commento in commento, ci si conosce e la serialità esce dal testo ed entra nel network. E al posto di chattare con le mie para-amiche delle ZBZ, che in questo momento mi stan parlando alle spalle, scrivo sta cosa e la linko su FF, così vediamo se M. Elena pensava a tutto questo, oppure no.
Ma alla fine che importa? L’importante é che questa sera ci son le premiere di TBBT e HIMYM. Perché è importante? Perché son delle belle serie, ma soprattutto perché domani, o forse domani l’altro, li potrò commentare su FB o FF o twitter con gli altri serial nerdword come me.
(Se poi il gioco di parole più che alle “serie tv” era riferito ai “serial killer”, beh, forse le parole giocose vedono oltre a quello che si potrebbe pensare o seriosamente dire).

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Una risposta

  1. Il gioco di parole non è mai fine a se stesso. Piuttosto, ha un senso in quanto polisenso. E più è riuscito in quanto più significati riesce ad addensare.
    Come ho già scritto su FF, quelle parole non sono state scelte a caso, ma indicano un percorso in tutto simile a quello tuo.
    Il risultato è piaciuto, perché ci siamo identificate.

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